Lo spazio che un piano cartografico dispiega davanti a noi - silenzio e quiete del territorio astratto - sprona l’immaginazione. Solo su una superficie statica e senza tempo la mente può vagare a piacimento.
E’ evidente che la nostra capacità di astrazione supera quella di immaginare le cose concrete nei dettagli. E’ impossibile per l’uomo comune immaginare qualcosa di illimitato; concepire, come Funes, un personaggio di Jorge Luis Borges con una memoria prodigiosa, un oggetto con infiniti dettagli o uno che subisce costanti trasformazioni. Ma a pochi sembra difficile tracciare un grafico e a molti meno fare a memoria lo schizzo di una casa. Abbiamo bisogno di una pianta astratta, della bontà delle due dimensioni, per scivolare a nostro piacimento, per tessere e disfare percorsi possibili, pianificare itinerari, alterare rotte.
Macchia d’acqua, Valeria Luiselli (Internazionale)